Perché i bambini sono sempre raffreddati?

Ѐ una “guerra” di vecchia data che non trova fine quella tra mamme e i nonni sul fatto che i bambini appena escono di casa durante la stagione invernale si ammalano obbligatoriamente.

Il sistema immunitario ha bisogno di essere stimolato per crescere bene e, piaccia o no, le malattie sono un fatto assolutamente normale durante lo sviluppo del bambino.
Le malattie che si manifestano con il raffreddore e la febbre sono spesso legate ad un problema infettivo, ovvero che un germe, un virus o un batterio che sia, entra nell’organismo e lo infastidisce. Questi germi si trasmettono da una persona a un’altra attraverso le goccioline di saliva che ognuno emette quando respira o parla e che restano in sospensione nell’aria. Il famoso “colpo d’aria” o “di vento” o “di freddo” quindi non fa venire la febbre, il raffreddore o la bronchite, anzi, la probabilità di respirare le goccioline infette è molto più alta in un ambiente piccolo, poco areato dove respirano più persone e dove magari c’è il riscaldamento (che da solo può irritare le mucose respiratorie).
Così come non è il freddo, il vento o l’acqua che fanno venire l’otite, in quanto l’unica causa che lo scatena è il catarro causato dai virus. Per cui mettere il cappello terrà caldo il capo, eviterà che persone sensibili all’umidità possano sviluppare cefalea, ma non eviteranno il raffreddore né tantomeno l’otite.

L’aria aperta, invece, è il posto migliore per proteggere i bambini poiché all’aperto le persone sono più distanti e le loro goccioline vengono rapidamente allontanate, soprattutto se c’è anche un po’ di vento. Ma l’aria aperta è il posto ideale soprattutto perché c’è il sole che è il più grosso disinfettante della natura e il miglior antibiotico.
E così possiamo anche comprendere perché ci si ammala più in inverno che in estate, non perché fa freddo, ma perché a causa del freddo ci chiudiamo in casa, i bambini nelle scuole e accendiamo i riscaldamenti e chiusi in locali piccoli e affollati.
Ogni bambino sano si deve ammalare 4-5 volte ad inverno, moltiplicato per 30 (il numero medio dei bambini di una classe) vuol dire 120-150 volte in cui c’è in classe almeno un bambino che emette, con tosse o starnuti, milioni di goccioline infette che verranno respirate da tutti i compagni. Ѐ opportuno capire quando mandare i propri figli a scuola nel caso in cui abbiano il naso che cola o la tosse.
L’errore che si fa è quello di identificare le malattie con la febbre, ma la febbre è solo un sintomo non una malattia e non è affatto vero che con la febbre non si possa uscire fuori di casa. Semmai con la febbre i bambini non devono andare a scuola.
Infatti i bambini con la febbre possono uscire senza problemi perché la febbre non è un’emergenza e non si abbassa con gli antibiotici . Per decidere se è meglio non muoverli da casa bisogna guardare le condizioni generali dei bambini: se sono abbattuti e sonnolenti o se sono vispi e giocano come sempre.
Uno dei miei consigli meno ascoltati, dice il dottor Raffaele D’Errico medico-chirurgo specialista in pediatria, è quello di non mettere la maglietta intima di lana: anche questo è un braccio di ferro con le nonne perché la maglia di lana è osannata in quanto mantiene la temperatura costante, il che è vero, ma è anche vero che isola il corpo e non gli permette di adattarsi da solo alle variazioni di temperatura. Con il tempo questa capacità di adattamento non si sviluppa e alla fine il bambino “scafandrato” è più vulnerabile.
Vestirsi a strati , meglio con cottone bio a contatto con la cute, coprire il capo, inspirare se possibile attraverso il naso per riscaldare l’aria prima che giunga ai polmoni. Fatte divertire i vostri figli d’inverno al aria aperta.

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