L’aggressività , la carne e i vegetariani

Mi è capitato di leggere che i vegetariani sono meno aggressivi di chi mangia carne e vengono fatti paragoni fra la pecora mansueta e il leone predatore e si attribuisce la differenza di comportamento alla differente dieta.
La maggiore o minore aggressività presente nei vari esseri umani dipende prima di tutto dalla consapevolezza dell’individuo, dalle intenzioni che motivano la sua esistenza, e da come si relaziona rispetto agli altri esseri umani.
Va aggiunto che ogni essere è diverso e può pensarla diversamente da noi. Non accettare questa diversità, seguita dal voler imporre le proprie opinioni e dal non permettere che l’altro ne abbia di differenti o opposte, giuste o sbagliate che siano, fa sì che manifestiamo aggressività nelle diverse forme come stizza, inimicizia, risentimento, ecc. Questo può succedere sia al vegetariano che al mangiatore di carne.
Perché allora l’ aggressività può essere stimolata ed accentuata dal consumo di carne? Per spiegarne la ragione occorre fare una premessa importante:
Le cellule del corpo umano, come pure quelle di ogni animale, sono ognuna un essere vivente distinto, dotato di vita propria che convive con le altre dell’intero corpo svolgendo specifiche funzioni che sommate permettono all’intero corpo di sopravvivere, bene o male a seconda che tali funzioni siano svolte in modo appropriato oppure no. La cellula è una forma molto semplice di organismo, chiamato  organismo unicellulare, che nasce, si nutre, ha prodotti di scarto e rifiuti, è soggetta a intossicazione ed è in grado di disintossicarsi,  e continua a vivere o muore.
Ogni cellula è dotata di un campo magnetico, rilevabile anche con strumenti intorno ad ogni organismo. Quando esaminiamo il campo magnetico di un organismo complesso, costituito da più cellule, in realtà stiamo rilevando la somma dei campi magnetici di tutte le cellule che compongono tale organismo.
Le cellule comunicano l’una con l’altra tramite il proprio campo magnetico e inviano e ricevono tramite esso le informazioni necessarie a svolgere specifiche funzioni . Tale campo magnetico può essere considerato la memoria della singola cellula.
Introducendo elementi chimici organici o inorganici, ognuno dotato della sua unica e particolare frequenza di vibrazione possiamo modificare il comportamento di una cellula.

Le emozioni umane hanno delle particolari frequenze, avendo gli strumenti adatti potrebbero essere misurate. La gioia ha una sua particolare frequenza, come pure il risentimento, la collera, la paura.

Se sta discutendo con un’altra persona anche il campo magnetico dell’altro verrà influenzato e la spiacevole sensazione che ne deriva verrà percepita e la stessa emozione di odio si manifesterà. Se non è in grado di controllare il suo stato d’animo le due persone litigheranno.

Le cellule allo stesso modo si influenzano a vicenda, essendo la cellula un organismo di precise funzioni fisiologiche non dotato di auto-determinismo come l’uomo, ma motivato da meri processi naturali.

Dopo aver fatto questa lunga premessa, arriviamo finalmente al consumo della carne.

Quando un animale viene trascinato al macello, intuisce che sta per essere ammazzato e come tutti gli esseri senzienti proverà il terrore come chiunque posto di fronte a una morte violenta e prematura. Le sue ghiandole inizieranno a produrre adrenalina, una sostanza che viene secreta per indurre l’animale a difendersi tenacemente, o a scappare per sfuggire a serio pericolo o alla morte.

L’adrenalina altera le funzioni normali della cellule e il loro campo magnetico inizia ad oscillare a frequenze tipiche che vanno dalla paura al risentimento, all’odio per chi lo sta uccidendo, all’intenso terrore. Dopo la macellazione le cellule dell’animale rimangono impregnate di adrenalina, e da tutte le sostanze usate per allevarlo come gli antibiotici, i vaccini, gli ormoni ed altri farmaci.

Una volta introdotte nel proprio organismo le cellule di quell’animale, le sostanze che contengono, in particolare l’adrenalina, faranno vibrare le cellule di chi le ha mangiate alla frequenza delle stesse emozioni provate dall’animale durante la sua uccisione. L’aggressività latente del mangiatore di carne viene facilmente risvegliata in circostanze che potrebbero altrimenti essere risolte con toni pacati, tolleranza e benevolenza.

Questo non significa che un vegetariano sarà per forza meno aggressivo di un carnivoro, dipendendo questo dalla sua condizione personale in quanto essere, ma non avrà “aggressività aggiunta” proveniente dal consumo di carne.
Un onnivoro che rinunciasse alla carne, vedrà la sua aggressività ridursi gradualmente, o per lo meno le manifestazioni saranno meno frequenti.
Esistono sistemi di detox e diete che permettono di ripulire l’intero corpo da tutte le ostruzioni accumulate in anni di alimentazione scorretta!

 

 

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testi usati : Luciano Gianazza

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